Questo volume, frutto di una lunga ricerca e di un attento vaglio di fonti edite e soprattutto inedite, di documenti d’archivio e di un’ampia letteratura, opera matura di mons. Claudio Fontana, attuale maestro delle cerimonie del Duomo di Milano e apprezzato docente di liturgia presso l’Istituto di Liturgia Pastorale “Santa Giustina” di Padova.
Quest’opera ci offre un ampio studio analitico e contestuale di un libro liturgico molto particolare, per il quale ancora mancava un inquadramento completo dal punto di vista storico, liturgico e teologico: il Caeremoniale Ambrosianum, dato alle stampe nel 1619 sotto l’egida dell’arcivescovo cardinale Federico Borromeo, cugino di san Carlo e suo secondo successore, a noi noto per le pagine immortali di Alessandro Manzoni.
Per introdurre la rilevanza di quest’opera è opportuno mettere in evidenza come il ruolo del cerimoniale sia stato spesso e a torto dato per scontato e sottostimato, considerato quasi un aspetto puramente esteriore, mentre gli studi più recenti e avvertiti, sia in ambito intra-ecclesiale, sia nell’ambito delle scienze storiche e umane, lo hanno rivalutato come vera e propria “chiave ermeneutica”, uno strumento singolare per decodificare e interpretare la storia che ci è stata tramandata: ne deriva – e l’Autore lo mette giustamente in evidenza – che è un errore metodologico considerare il rito come un accessorio periferico nella vita della Chiesa e della società, mentre a un’attenta analisi esso si rivela “ingrediente” essenziale e particolarmente illuminante per comprendere e interpretare quella stessa vita della Chiesa e della società in cui esso si è innervato; e se questo vale in ognitempo, in modo del tutto particolare vale per l’epoca in cui il Caeremoniale Ambrosianum fu elaborato, composto ed edito, quel Seicento in cui la ritualità non era solo forma esteriore, ma sostanza rilevante a vari livelli, da quello religioso a quello sociale e finanche politico.
Lo studio di Fontana, giustamente, colloca il Caeremoniale nel contesto specifico della Milano spagnola, che la storiografia cattolica, non a torto, è solita definire come Epoca Borromaica,






