Siamo chiamati a essere voce di una sapienza più alta, di una interpretazione del tempo e delle vicende che sia più evidentemente ispirata dal Vangelo, di una missione che interpreti la sete e offra l’acqua che zampilla per la vita eterna. Possiamo anche essere ottusi e stolti, attardarci nella banalità, inseguire originalità bizzarre. Ma non è obbligatorio essere stolti. Possiamo anche decidere di invocare, cercare, accogliere insieme il dono che continua a venire dall’alto per rendere feconda di bene ogni terra, ogni persona, ogni situazione. + Mario Delpini
La sapienza del Figlio nella vita di ogni giorno
Quaderni della formazione permanente del clero
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