«La realtà unitaria che è Gesù di Nazaret crocifisso e risorto, realtà saputa, confessata, espressa, ripensata nella fede e dalla fede a partire dal Nuovo Testamento fino ad oggi: ecco ciò di cui abbiamo inteso discorrere. Se un nucleo sintetico assolutamente comprensivo e degno di essere criticamente recuperato anche oggi con urgenza ci è apparso nel “sapere Gesù” proprio della fede, esso è la singolarità di lui: obiettiva, intrinseca, costitutiva, in quanto egli è avvenimento di Dio, del Figlio unico del Padre». (Giovanni Moioli)
«La novità essenziale della Proposta sistematica di Moioli sta nella ripresa fin dalla radice della “domanda cristologica”. Il suo esito è paragonabile alla costruzione di una grande cattedrale medievale, incentrata sul motivo di una cristologia della singolarità di Gesù.
La “singolarità di Gesù” vuole legittimare il sapere della fede, dinanzi alle forme antropologiche universali del “sapere” la verità di Dio e dell’uomo. In particolare, essa vuole argomentare come la singolarità storica dell’evento di Gesù sia la “ragione” della sua universale validità. Essa non sarà pertanto una teoria espressa “in occasione” di Gesù, o solo “a partire” da Gesù. Questa sarebbe solo un’interpretazione debole della singolarità, cioè della rivelazione di Dio nella storia e come storia di Gesù, ma non della sua storia come rivelazione. Questa è propriamente la “cristologia di Gesù”». (dalla Prefazione di Franco Giulio Brambilla)






