Il ministero oggi è chiamato ad abitare un tempo di profonde trasformazioni ecclesiali, sociali e culturali. Per questo la formazione permanente non può essere considerata un adempimento aggiuntivo o un semplice aggiornamento. Essa appartiene alla forma stessa del ministero. È il modo con cui il presbitero continua a lasciarsi plasmare dal Vangelo, ad ascoltare lo Spirito che parla nelle vicende della storia e a servire il popolo di Dio con sapienza, libertà e responsabilità.
Ci sono buone ragioni per dedicare tempo alla formazione permanente. Non perché manchi qualcosa a ciò che abbiamo ricevuto, ma perché il dono ricevuto continui a portare frutto. Non perché il ministero debba essere continuamente reinventato, ma perché possa essere vissuto con fedeltà creativa dentro le sfide del presente.
(dalla Prefazione di mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano)






