Domenica 21 novembre, seconda di Avvento, nella Messa celebrata dall’Arcivescovo in Duomo alle 17.30 sono invitate le corali. Monsignor Delpini pone molta attenzione alla qualità delle celebrazioni liturgiche, come ha scritto nella sua Proposta pastorale di quest’anno. Ma un segnale di particolare attenzione è manifestato anche dalla nuova lettera indirizzata agli animatori musicali, offrendo loro spunti di riflessione e prospettive per il futuro, affinché le comunità possano sempre godere del prezioso – e al contempo rinnovato – servizio dei cantori e musicisti che animano le assemblee liturgiche.

Nella lettera – dal titolo Cantare, cantare al Signore! Lettera agli animatori musicali delle celebrazioni (Centro ambrosiano, 24 pagine a colori, 1.50 euro) – l’Arcivescovo scrive: «La liturgia senza canti diventa una monotonia di parola: il mistero grande di Dio e della Pasqua di Gesù si offre anche in una liturgia unicamente parlata, anche in un’assemblea dispersa e depressa. Ma il mistero comunica una gioia che domanda di farsi canto, musica, danza, sorrisi, abbracci. Perciò la gioia è un po’ compressa e velata quando le cautele impongono distanze, la trascuratezza non predispone un canto, l’incompetenza e l’improvvisazione diventano suoni scombinati».

Monsignor Delpini esprime la riconoscenza a coloro che animano e rendono solenne con il canto e la musica le celebrazioni: «Esprimo la mia riconoscenza perché sono consapevole dell’aiuto che il coro e gli strumenti musicali offrono alla preghiera, al clima gioioso delle celebrazioni delle feste, all’atmosfera di riflessione nelle celebrazioni dei lutti della comunità».

Inoltre, come sempre, l’Arcivescovo propone nella lettera alcune raccomandazioni per migliorare sempre di più, anche attraverso le tante iniziative promosse dal Servizio per la pastorale liturgica.

«La pratica della musica sacra, della musica nella liturgia, del canto corale e assembleare hanno portato frutti meravigliosi di arte, spiritualità, poesia, santità – conclude l’Arcivescovo -. L’immenso patrimonio non deve andare disperso e neppure essere così ingombrante da impedire che ancora si compongano testi e musiche per le celebrazioni della comunità. Io non posso che esprimere ammirazione e incoraggiamento a chi si fa carico di proposte formative, di composizioni musicali e poetiche che aiutino a pregare. Lo scopo di questo mio scritto è quello di ringraziarti, di incoraggiarti a continuare il tuo servizio nel coro e nell’animazione musicale dell’assemblea liturgica e di trarre vantaggio dalle proposte formative della nostra Diocesi».