Studiose impegnate a diverso titolo nelle rispettive tradizioni di fede (induista, buddhista, ebraica, cristiana, islamica), e legate al territorio italiano, riflettono sulle attuali prospettive di leadership femminile – o al femminile – nelle religioni, tenendo conto sia del contesto socioculturale nel quale l’emancipazione femminile si sta affermando a vari livelli, sia dell’emergere di nuove opportunità per le donne all’interno delle singole tradizioni religiose.
La domanda riguarda sia le reali possibilità di accesso da parte delle donne a ruoli tradizionalmente maschili, soprattutto in relazione alla gestione del “sacro”, sia la particolarità di un apporto “al femminile” all’interno della leadership stessa, ovvero la sua specificità in relazione a una visione dialogica e costruttiva fra i diversi generi. Non si tratta quindi di difendere un “diritto” in nome solo di una parità di genere, ma di mostrare come l’approccio femminile a questo ruolo sia portatore di specifici valori a favore del bene comune.
In tutte le religioni, al di là dei condizionamenti storici, ci sono donne che fin dai tempi più antichi sono andate
controcorrente, talvolta anche in maniera audace, testimoniando la positività del proprio apporto a favore di tutta la comunità.
Eppure oggi assistiamo a limitazioni ancora presenti nell’accesso ad alcuni ruoli, in particolare
alla gestione del “sacro”, fondate su consuetudini interpretate come divieti, oppure ricondotte a una visione
della differenziazione dei ruoli sulla base del genere (maschile e femminile) che troverebbe la sua giustificazione
all’interno dei testi sacri tradizionalmente interpretati, la quale viene oggi sottoposta a una rilettura critica,
spesso proposta dalle donne, ma non da tutti condivisa.
Giovanna Giorgetti – Ilenya Goss – Paola Lazzarini
Rosa Myoen Raja – Simona Segoloni – Letizia Tomassone – Adriana Valerio






